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Lettera del cardinale Hummes per l'Anno sacerdotale

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Articolo in: Radio Vaticana  

Roberta Gisotti 27/05/2009

Lettera del cardinale Hummes per l'Anno sacerdotale
Tutto il popolo cattolico in ogni parte del mondo, nelle diocesi, nelle parrocchie, nelle comunità locali è chiamato a partecipare all'Anno sacerdotale, che verrà aperto dal Papa il prossimo 19 giugno, Giornata mondiale di preghie
 

"Felici, santi e gioiosi": è così che il popolo cattolico vuol vedere i propri sacerdoti "nel lavoro apostolico quotidiano". Lo ricorda il cardinale Claudio Hummes, prefetto della Congregazione per il Clero, nella Lettera rivolta ai sacerdoti in vista dell'Anno loro dedicato, che avrà inizio con la celebrazione dei Vespri, presieduti da Benedetto XVI, nella Basilica Vaticana, nella festa del Sacro Cuore di Gesù. Un Anno giubilare che coincide con il 150.mo anniversario della morte di San Giovanni Maria Vianney, che in questa occasione sarà proclamato dal Papa "patrono di tutti sacerdoti del mondo", che oggi sono oltre 408 mila.


"Davvero i sacerdoti scrive il cardinale Hummes - sono importanti non solo per ciò che fanno, ma anche per ciò che sono". Non nasconde il porporato i casi di sacerdoti coinvolti in "problemi gravi e situazioni delittuose", che bisogna continuare ad investigare e giudicare debitamente, punendoli, ma che sono una percentuale "molto piccola" del clero, rispetto alla "stragrande maggioranza" di sacerdoti, "persone molto degne, dedicate al ministero, uomini di preghiera e di carità pastorale, che investono l'intera esistenza" per attuare la "propria vocazione e missione, spesso con grandi sacrifici personali", "sempre con amore autentico verso Gesù Cristo", "solidali con i poveri e i sofferenti", loro stessi "a volte obbligati a situazioni di dura povertà". "Perciò - sottolinea il prefetto della Congregazione per il Clero - "la Chiesa è fiera dei suoi sacerdoti in tutto il mondo".


Sarà dunque un Anno di celebrazioni religiose e pubbliche per approfondire l'identità sacerdotale nella Chiesa e nella società, attraverso convegni di studio, giornate di riflessione, esercizi spirituali, conferenze e settimane teologiche, ricerche scientifiche, pubblicazioni e tutto ciò che la creatività delle Chiesa locali saprà proporre "per sviluppare la comunione e l'amicizia dei sacerdoti con la comunità loro affidata", per trasmettere infine - auspica il cardinale Hummes - la "gioia cristiana che sgorga dalla certezza che Dio" ama i sacerdoti.



 

 

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