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Roberta Gisotti 27/01/2010

Milioni le vite spezzate dalla Shoah di cui si fa memoria nell'odierna Giornata internazionale dedicata a tutte le vittime del Nazismo e dal Fascismo e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati. Il servizio di R
Oltre un milione di persone di ogni età, uomini, donne, bambini morirono senza colpa alcuna solo nel campo di Auschwitz-Birkenau, il più grande e più noto luogo della follia omicida nazista. Pure, il loro sacrificio non è stato vano se oggi li ricordiamo: "ognuno di loro - scrive in una nota per la Giornata il segretario dell'Onu Ban Ki-moon - è portatore di un messaggio fondamentale per tutti noi", che indica "il trionfo dello spirito umano"; "sono una prova vivente del fatto che la tirannia, per quanto possa esistere, non avrà mai il sopravvento". E poi ci sono i sopravvissuti, che hanno "un ruolo essenziale nel mantenere viva la lezione dell'Olocausto per le generazioni future", non resteranno con noi sempre, ma i loro ricordi devono perdurare nel tempo", sottolinea ancora il segretario generale dell'Onu. Per questo "dobbiamo preservare le loro storie con commemorazioni e con lo studio della storia, ma soprattutto con uno sforzo ingente prevenire qualunque forma di genocidio o altro crimine":
"The United Nations...
"Le Nazioni Unite sono assolutamente votate a questa causa" - rassicura Ban Ki-moon - "insieme, impegniamoci a portare avanti come una missione il ricordo della Shoah e a sostenere fino in fondo il diritto di ciascuno alla dignità umana".
Innumerevoli le manifestazioni nel mondo: a partire dalla cerimonia iniziata alle 14 presso il memoriale di Auschwitz-Birkenau, presenti 150 sopravvissuti, autorità civili e religiose, tra cui il presidente polacco Kaczynski, il premier israeliano Netaniahu, il presidente del Parlamento europeo Buzek, accompagnato da cento europarlamentari e da 12 ex presidenti dell'assemblea di Strasburgo. In Italia stamane cerimonia al Quirinale e a Montecitorio, ospite lo scrittore ebreo Elie Wiesel, sopravvissuto alla Shoah, Premio Nobel per la pace. La Shoah "è una tragica esperienza ancora carica di insegnamenti e di valori", ha ribadito il presidente Napolitano, che ieri aveva detto: "Peccheremmo di colpevole indifferenza", venendo meno al dovere di "non dimenticare ciò che è stato, in una fosca stagione della nostra storia".