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Roberta Gisotti 13/01/2011

Libertà di movimento per i religiosi, fine del lungo negoziato tra Israele e Santa Sede, raggiungimento di una pace giusta. A chiederlo sono i presuli di Stati Uniti, Unione Europea e Canada, membri del Coordinamento delle Conferenze episcopali a f
I nove vescovi del Coordinamento, che stamani a Gerusalemme hanno concluso la loro visita annuale di solidarietà in Terra Santa, esprimono - in un messaggio finale - sostegno e solidarietà "a coloro che si prodigano nel trovare strade per contribuire alla pace e alla giustizia lì dove maggiore è la sfiducia, la paura, e perfino l'odio e la distruzione". Nella nota i presuli chiedono "la conclusione del lungo negoziato tra Santa Sede e Israele per l'Accordo fondamentale" ed esprimono vicinanza a "quelle persone la cui terra è stata danneggiata o espropriata anche a causa delle costruzione del muro e a quelle che vivono in difficoltà a Gaza". I vescovi di Usa, Unione Europea e Canada, riferendosi alla loro visita al premier palestinese, Salam Fayyad, esortano "i rispettivi leader politici ad unirsi agli sforzi di pace messi in atto da tante persone ed organizzazioni". Nel contempo, si rivolgono a quelli di Israele e Palestina affinchè "facciano scelte coraggiose verso la giustizia e la pace".
L'impegno è quello di lavorare per "raggiungere una soluzione al conflitto che preveda due popoli e due Stati, e quindi sicurezza e riconoscimento per Israele e uno Stato indipendente e sovrano per i palestinesi. Lavoreremo per assicurare dignità e diritti per entrambi i popoli". "Continueremo - scrivono i presuli - a parlare con diplomatici e politici dei nostri Paesi per condividere con loro le preoccupazioni delle comunità cristiani di qui, coinvolgendo anche i nostri confratelli". I vescovi lamentano ancora "restrizioni al movimento dei religiosi che rendono sempre più difficile il loro apostolato", "nonostante i miglioramenti nella concessione dei visti". Preghiamo - concludono - affinchè Dio benedica i popoli della Terra Santa", incoraggiando tutti i cristiani a venirvi in pellegrinaggio.