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La Dottrina sociale della Chiesa e il ruolo protagonista del laicato per rispondere alle nuove sfide sociali

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Articolo in: Radio Vaticana  

Roberta Gisotti 17/05/2011

La Dottrina sociale della Chiesa e il ruolo protagonista del laicato per rispondere alle nuove sfide sociali
Evangelizzazione del sociale, nuove disparità, beni comuni, politiche del lavoro: i temi all'esame di oltre 200 delegati di tutto il mondo, convocati a Roma dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace per animare il Congresso, aperto
 

R. - Personalmente, credo sia necessaria la formazione dei giovani. Di questo si è parlato in varie circostanze in questi ultimi mesi. E' importante cominciare anche dagli adolescenti, perchè vediamo che quando vanno all'università - come ci è stato detto da docenti di politica del lavoro, di economia - i giovani sono già formati. Bisogna quindi cominciare da prima, con una sensibilizzazione all'impegno sociale, accompagnato da azione ed impegno personale. E' uno dei motivi per i quali abbiamo voluto, per una questione abbastanza originale nei nostri convegni, una terza giornata domani dedicata alle cosiddette 'buone pratiche', proprio per mostrare come i principi della Dottrina sociale della Chiesa siano anche applicabili e possano funzionare, non soltanto in progetti che hanno un carattere di volontariato, ma anche in un'economia che rende profitto.

D. - Ma c'è abbastanza spazio per i laici nelle strutture ecclesiali? Perchè sovente si sente fare questa lamentela da parte dei laici?

R. - In effetti, onestamente, non è sempre al meglio questo inserimento dei laici. Ma devo anche dire che le nostre Commissioni Giustizia e Pace sono tutte quante formate per la maggior parte da laici. Diceva Paolo VI che la Commissione Giustizia e Pace deve essere come il gallo sul tetto per ascoltare quello che succede nel mondo. E chi è in prima linea nel mondo e nell'impegno di carattere sociale, politico ed economico sono i laici. Del resto, anche il Concilio affida proprio ai laici la funzione nell'impegno politico. Quindi, nelle nostre commissioni, i membri laici sono comunque preponderanti.

D. - Quindi, sarà bene anche allargare questa esperienza positiva, che hanno maturato negli anni le Commissioni Giustizia e Pace...

R. - Sì, ma certo bisogna vedere poi all'interno, nelle istituzioni ecclesiali, come muoversi...

D. - Il Papa, ricevendo ieri i partecipanti al Congresso, si è detto in particolare preoccupato anche del fenomeno legato alla speculazione finanziaria, che dopo la crisi del 2008 purtroppo è ripreso in grande scala...

R. - Sì, il Consiglio si è occupato di questo proprio all'inizio, al manifestarsi della crisi. Infatti, abbiamo pubblicato un documento che chiedeva lo studio di un nuovo patto finanziario internazionale, perchè si era visto che la finanza aveva perso la sua funzione di ponte fra il capitale e la sua funzione produttiva e che quindi era la parte speculativa ad avere la preponderanza. Purtroppo, c'è anche questo nuovo rischio di crisi alimentare mondiale, e molte volte una parte della crisi alimentare è dovuta a una questione speculativa. E' molto, molto grave che queste forze speculative continuino ad operare come se niente accada. Probabilmente, il prossimo G20 affronterà questi temi e speriamo che ci possa essere qualche cambiamento.

D. - Quello che spaventa di più è che questa economia finanziaria ha eclissato proprio la persona, l'uomo...

R. - Questa è la funzione della Chiesa: quella di mettere la persona umana al centro di tutto.

 

 

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