"La nostra vita intesa come testimonianza e missione - ha richiamato nella sua omelia don Villanueva -, deve portare speranza, salvaguardia del creato, rinnovamento del mondo, pace e riconciliazione, libertà". Ma, "ciò è possibile - ha sottolineato il rettore dei salesiani - a condizione di porre al centro l'uomo e la sua dignità, di aprire le porte alla partecipazione nelle strutture della società, di educare alla diversità, all'accoglienza, alla giustizia, al perdono. Le attese di cambiamento, - ha proseguito don Villanueva - le aspirazioni e gli ideali degli uomini e delle donne del nostro tempo, non possono essere nè procrastinati e men che meno traditi o sequestrati da coloro che vorrebbero ad ogni costo mantenere il potere o impiantare nuovi regimi, sotto il pretesto di cura della stabilità sociale. Sempre di più il nostro amore al creato e alla storia, come espressione del nostro amore a Dio e all'umanità, deve cercare di toccare il cuore della cultura e trasformarla con l'energia del Vangelo. Non sono tempi facili questi che viviamo - ha constatato don Villanueva - ma non siamo soli. Gesù ci ha lasciato come Madre sua la propria Madre, che ci cura, guida e protegge".
Si è riferito don Villanueva, in particolare, a due drammatiche vicende dei nostri giorni. La cosiddetta 'primavera araba' nel Nord Africa e nel Medio Oriente, "iniziata da giovani desiderosi di avere più libertà, più rispetto dei diritti umani e più opportunità di lavoro" che "ha suscitato la speranza che le proteste potessero portare alla caduta di governi dittatoriali e autocrati e facessero fiorire la democrazia". Ma "oggi, dopo quattro mesi, il futuro continua ad essere incerto" - ha osservato il rettore del Saelsiani e "nel frattempo i gruppi musulmani divengono più assertivi, cercando di strappare dalle mani dei giovani il tentativo del rinnovamento sociale, e la situazione delle minoranze cristiane torna ad essere precaria e potrebbe peggiorare". Quindi il terremoto e lo tsunami dell'11 marzo in Giappone che ha causato "una grave preoccupazione per il controllo delle centrali nucleari", e "conduce pure a una riflessione sull'energia nucleare e il suo rapporto con i fabbisogni della società, la sicurezza dell'umanità e la salvaguarda del creato."
Una particolare invocazione alla Madonna è stata rivolta sempre ieri dal cardinale Peter Turkson, presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, che ha presieduto una celebrazione eucaristica nella Pontificia Università Salesiana di Roma, che ha coinvolto come tradizione nella festa di Maria Ausiliatrice l'intera comunità accademica. Si è rivolto con parole accorate il porporato ai giovani studenti. "Se volete realizzarvi pienamente e non solo tecnicamente, - ha detto loro - aprite lo sguardo sul mondo degli altri, dei poveri. Formatevi un cuore compassionevole, desideroso di aiutare e capace di farlo, secondo quelle parole di Gesù": "vi è più gioia nel dare che nel ricevere". "Se il vostro futuro fosse incentrato solo su voi stessi - ha ammonito il cardinale Turkson i giovani universitari - finirete con sprecare le tante risorse che Dio vi ha dato per aiutare quanti vi aspettano sulle strade della vita. Voi sapete - ha aggiunto - che i parametri del giudizio definitivo che Gesù afferma per valutare la nostra esistenza, non consistono su quanto abbiamo ricevuto e mantenuto nostro gelosamente, ma se ciò che abbiamo ricevuto l'abbiamo saputo investire a favore dei più deboli come Maria mostrò di fare a Cana e nella storia della Chiesa, perchè possa diventare esperienza della vostra storia."