Ogni 5 minuti un cristiano perde la vita nel mondo a causa della sua fede. Quest'anno si stima infatti saranno 105 mila le vittime. Dati in crescita se, dal 2000 al 2010, i cristiani uccisi sono stati 160 mila. "Una vera e propria emergenza umanitaria, che non riguarda solo i cristiani ma tutta la società civile e le istituzioni", ha sottolineato Massimo Introvigne, direttore del Cesnur (Centro studi sulle nuove religioni) e rappresentante dell'Osce (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) per la lotta alla discriminazione, al razzismo e alla xenofobia. Tra i principali imputati il fondamentalismo islamico. Magdi Cristiano Allam, giornalista ed eurodeputato, ha ricordato che nei Paesi musulmani "tra i perseguitati 7 su 10 sono cristiani e che dal 1945 ad oggi 10 milioni di cristiani sono stati costretti a lasciare quelle terre, assieme ad 1 milione di ebrei".
Tra i colpevoli ci sono poi i "regimi comunisti" come in Corea del Nord e i "nazionalismi religiosi" come in India" ed ancora il governo della Cina, dove - ha aggiunto padre Bernardo Cervellera, direttore di AsiaNews - milioni di persone vorrebbero credere e 150 mila ogni anno chiedono il Battessimo. I martiri dunque sono una realtà di ogni tempo: nel secolo scorso, ha documentato il ricercatore David Barret, sono stati ben 45 milioni. Martiri che "con il loro contributo - ha osservato il teologo Luigi Negri, vescovo di San Marino-Montefeltro - ci invitano ad essere cristiani autentici", "appassionati testimoni di Cristo", "inesorabili comunicatori" della Parola divina "a tutti gli uomini".