L’Italia in prima fila per porre la libertà di culto e la violenza interreligiosa al centro dell’agenda internazionale. “Vogliamo accrescere la consapevolezza della dimensione etica della nostra politica estera”, ha sottolineato il ministro Terzi, e “la strage dei cristiani in Nigeria è una realtà drammatica che ci fa inorridire”. Da qui, la missione nei giorni scorsi dell’on Margherita Boniver nel Paese africano:
R. – “C’è la grandissima preoccupazione e lo sdegno del governo italiano, ma anche di tantissimi altri governi europei nei confronti del protrarsi delle violenze e degli eccidi nei confronti dei cristiani, ad opera soprattutto dei terroristi di Boko Haram. Ed è importante che le autorità nigeriane mettano in essere tutte le tutele possibili e necessarie per preservare questa libertà di culto e di religione, che è alla base anche, evidentemente, della Costituzione nigeriana, ma che è letteralmente uno dei diritti fondamentali nella Carta delle Nazioni Unite”.
D. – Lei che idea si è fatta da questi colloqui avuti? E’ più un problema interno o ci sono pressioni dall’estero perchè ci siano queste persecuzioni?
R. – Sì, questo è esattamente, più o meno, ciò che mi è stato detto dalle autorità civili. Loro tendono, soprattutto in questo momento, ad analizzare il fenomeno dal punto di vista delle infiltrazioni terroristiche che provengono dall’estero. Invece, sappiamo che le condizioni economiche in cui versa molta parte della popolazione nigeriana – il 60% sopravvive con un dollaro al giorno – ma anche i conflitti latenti, interetnici ed ogni tanto anche interreligiosi - anche se questa non è la cifra principale di queste violenze - portano ad una escalation estremamente preoccupante di questi eccidi, di queste violenze, che si sono concentrate soprattutto ultimamente nello Stato di Plateau, nel Nord della Nigeria. La Nigeria è composta da 36 Stati con un governo federale. Nello Stato di Plateau, palesemente, il governo centrale non è quasi più in grado di mantenere l’ordine pubblico. E questo è un dato estremamente preoccupante.