Il mondo intero guarda con stupore alla nuova scoperta soprannominata “particella di Dio” che apre nuovi scenari di conoscenza dell’Universo e rimanda pure – come sempre di fronte a nuove conquiste scientifiche - alle domande ultime sull’origine e sul senso della vita. Il bosone teorizzato dal fisico britannico Peter Higgs, oggi 83 anni, - sicuramente ora destinato al Premio Nobel - è la particella che conferisce massa a tutte le altre microparticelle, appesantendole, facendole diventare materia, tranne i fotoni della luce che restano immateriali nel cosmo. Forse l’Universo non ha più segreti? No di certo, gli scienziati sono piuttosto stimolati ad arricchire, aggiornare e rivedere teorie e conoscenze. “Penso che attualmente la fisica sia molto eccitante”, ha commentato Higgs, rimandando ad ulteriori ricerche oltre quel "Modello Standard" ipotizzato dai fisici, che dà ordine all’Universo. Non solo i fisici raccolgono con entusiasmo la possibilità di progredire nelle loro conoscenze, ma l’intera comunità scientifica, in particolare i medici. Interpellati anche i teologi: cambierà la nostra concezione dell’Universo? Sottolineava Tommaso d’Aquino che se non abbiamo idee giuste sulle cose create, non possiamo neanche avere un’idea corretta di Dio. Benedetto XVI a colloquio con i giovani in Piazza San Pietro nel 2006, osservava che la coincidenza tra quanto noi abbiamo pensato e il come si realizza e si comporta la natura siano un enigma e una sfida grandi:
“La nostra ragione non potrebbe scoprire quest’altra, se non vi fosse un’identica ragione a monte di ambedue”.
Vediamo allora - proseguiva il Papa - che “c’è una razionalità soggettiva ed una razionalità oggettivata nella materia, che coincidono”:
“E quanto più noi possiamo strumentalizzare il mondo con la nostra intelligenza, tanto più appare il disegno della Creazione”.
Del resto concludeva Benedetto XVI o si riconosce “la priorità della ragione, Ragione creatrice che sta all’inizio di tutto” “o si sostiene la priorità dell’irrazionale”, per cui “la ragione sarebbe un prodotto dell’irrazionalità”:
“Non si può ultimamente 'provare' l’uno o l’altro progetto, ma la grande opzione del Cristianesimo è l’opzione per la razionalità e per la priorità della ragione. Questa mi sembra un’ottima opzione, che ci dimostra come dietro a tutto ci sia una grande Intelligenza, alla quale possiamo affidarci”.