Un briefing con la stampa voluto nel segno della trasparenza dopo l’incontro a porte chiuse di lunedì scorso con tutti i responsabili dei dicasteri e uffici vaticani per presentare il nuovo Regolamento della Prefettura degli Affari economici della Santa Sede, promulgato nel febbraio scorso. Così, il cardinale Versaldi, presidente del dicastero:
“Questo incontro ne è una prova, un incoraggiamento e anche un segnale per uno sviluppo di questa trasparenza e comunicazione, che è importante all’interno della Chiesa, ma anche al di fuori della Chiesa”.
Un regolamento varato per ridare “piena valenza istituzionale” alla Prefettura degli Affari economici, “preposta - recita l’articolo 1 - all’indirizzo e alla programmazione economica, come pure alla vigilanza e al controllo delle Amministrazioni della Santa sede o che ad essa fanno capo, quale che sia l’autonomia di cui esse godano”:
“Tale ritorno alla pienezza del significato originale si è reso necessario per il fatto che, con il passare del tempo e nella prassi, la Prefettura si era limitata ad una sola funzione, quella di controllo e di vigilanza dei bilanci, delle amministrazioni a lei affidate, senza svolgere l’altro compito, quello di programmazione e di indirizzo dell’intera economia della Santa Sede, che era la ragione principale per cui il Concilio Vaticano II aveva voluto questo organismo, dopo i mutamenti storici, che risalgono fino alla fine dello Stato pontificio, successivamente con la stipula dei Patti Lateranensi e la loro revisione”.
Tale recupero di operatività della Prefettura si rende tanto più necessario – ha sottolineato il porporato - nella “particolare perdurante contingenza critica in cui versano l’economia e la finanza mondiale entro cui la Chiesa si muove”, perché questa possa usare i grandi beni che le derivano dalla offerte dei fedeli per sostenere la sua azione spirituale, beni temporali e materiali “saggiamente e correttamente amministrati e debitamente compilati, nonché chiaramente trasmessi alla considerazione sia all’interno della Chiesa che di fronte al mondo”.
Per questo “si è chiesta – ha confidato il cardinale Versaldi – piena comunione ed efficace collaborazione” a tutte le Amministrazioni:
“Vincendo la tentazione, che nella Chiesa a volte si conserva, di una fiducia solo sulle persone, trascurando che sono necessari dei procedimenti per assicurare correttezza, trasparenza e verità. Non perché non ci fidiamo delle persone, ma perché uno dei dogmi della Chiesa cattolica è il peccato originale. Quindi, anche l’uomo più buono può essere tentato e c’è bisogno di organismi di controllo senza mancare alla carità, ma per favorire la giustizia nella verità”.