D. – Prof. Felice, qual è l’idea formativa che sta dietro all’offerta di questo Corso?
R. – L’idea è di rispondere alla grande scommessa, alla grande sfida che ci lanciò Giovanni Paolo II con la Centesimus Annus: quella di consentire un incontro sempre più fertile, sempre più proficuo tra la comunità degli affari, tra gli imprenditori, i dirigenti, coloro che si occupano di impresa quotidianamente, e la riflessione della Dottrina sociale della Chiesa. Ma a partire da questa scommessa, che noi abbiamo rilevato in Centesimus Annus, la Fondazione omonima ha deciso, ormai 13 anni fa, di iniziare dei corsi i cui destinatari fossero gli uomini dell’impresa, gli uomini delle professioni, anche, non soltanto dell’impresa tradizionale: del no-profit, dei sindacati, anche dei partiti politici, cioè, tutti coloro che operano nelle istituzioni pubbliche, nelle istituzioni civili ed economiche ed hanno chiesto a noi, come Università Lateranense, di curarne la parte scientifica.
D. – Il corso è alla sua 13.ma edizione, e possiamo dire che la materia sociale-economica è entrata nelle conversazioni quotidiane delle persone comuni. Ci sono stati cambiamenti nella didattica per stare al passo con i tempi?
R. – Certo: abbiamo cercato sempre di seguire il Magistero. Siamo partiti con la Centesimus Annus però via via abbiamo avuto altri documenti: del Magistero pontificio, dei Pontifici Consigli … e quindi abbiamo sempre cercato di mantenere l’originalità del messaggio della Centesimus Annus aggiornato, però, con gli apporti dei recenti documenti, quindi fino alla Caritas in veritate. Ed oggi anche abbiamo grandi e importanti contributi di Papa Bergoglio, che diventano parte integrante anche del programma di studio del nuovo Anno accademico che abbiamo inaugurato.
D. – Chi sono i docenti?
R. – Sono tutti professori universitari, molti dei quali provengono dall’Università Lateranense, in quanto ha la direzione accademica e scientifica; ma ci sono docenti che provengono da tantissime altre università italiane e non solo romane.